13/04/2025 - 27/07/2025

Vue d’ensemble: immaginari in dialogo (parte II) | Giulio Paolini, Il modello in persona, 2020

Vue d’ensemble: 

immaginari in dialogo (parte II)

 

Questo il titolo dell’esposizione che si sviluppa nelle varie sale della galleria ad accompagnare la stanza monografica che Giulio Paolini utilizza per la sua opera Il modello in persona, 2020, opera nata in occasione della sua personale al Castello di Rivoli nello stesso anno. Come progetto espositivo, Vue d’ensemble è una linea di congiunzione tra le varie personali realizzate nelle sedi di Torino e di Torre Pellice, che non intende un limite temporale ma piuttosto un abbraccio alle poetiche degli artisti che negli anni ci hanno accompagnato e che abbiamo potuto seguire. La prima parte di Vue d’ensemble è stata realizzata nell’ottobre del 2023. La mostra che s’inaugurerà il 13 aprile ospiterà opere di Giovanni Anselmo, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio - Daniel Buren, Tony Cragg, Thomas Schütte - Richard Long, Mario Merz, Marisa Merz. La personale di Gianni Caravaggio e mentre il fiume scorre, inaugurata di recente nella sede di Torino, Tucci Russo Chambres d’ Art, si unisce al percorso presentato a Torre Pellice, così come le precedenti di Gilberto Zorio, Alfredo Pirri, Thomas Schütte, Giuseppe Penone, Daniel Buren, Christiane Löhr e Richard Long, per citarne alcune degli ultimi anni che hanno avuto luogo nelle due sedi.

  A ottobre la galleria festeggerà i suoi 50 anni, per l’occasione è in programma la personale di Tony Cragg, artista la cui prima mostra con noi risale al 1984, e Vue d’ensemble (parte III).

L’insieme del programma espositivo è inteso come uno strumento per focalizzare una storia passata e in divenire, esprime il desiderio di conservare e rinnovare immagini, ricordi, emozioni e significati: la nostra storia condivisa.

Lisa Tucci Russo

 

 

Giulio Paolini

Il modello in persona, 2020

 

Due cavalletti collocati uno di fronte all’altro, leggermente sfalsati, sorreggono l’uno una veduta fotografica dello studio dell’artista, l’altro una lastra di plexiglas; il secondo cavalletto trova inoltre un riscontro in quello situato al centro della fotografia¹. Tra i due cavalletti reali, su una base trasparente che raddoppia quella visibile nella fotografia, si trova il calco in gesso del Narciso (1885) di Vincenzo Gemito, corredato di un mappamondo nella mano destra, nel ruolo di modello “in persona”, in posa per il presunto quadro, ancora ignoto, rappresentato dalla lastra di plexiglas sul cavalletto di fronte al calco.

Al centro di questa messinscena vi è la rappresentazione come tale: il momento stesso in cui un’opera sta per prendere corpo. Lo studio d’artista, luogo per eccellenza riservato al divenire di un’opera, trasposto nello spazio dell’esposizione fa coincidere i due luoghi: per Paolini, infatti, lo studio come l’ambiente espositivo sono deputati ad annunciare e ospitare il rendersi manifesto di una rappresentazione. Un accadimento che per sua stessa natura si fonda sull’illusione, come ricorda la teatralità della messinscena che attraverso la fotografia e il vis-à-vis dei cavalletti coniuga l’ambiguità dei piani spaziali, la specularità e il trompe l’oeil in un gioco di inganni ottici.

La figura mitologica di Narciso, noto per la sua bellezza e il suo tragico destino, così come il mappamondo, simbolo di un Tutto ideale, rappresentano non solo il modello “in persona” – presenza corporea a tutto tondo – ma anche la personificazione di quell’idealità, di quel modello originario e perduto che nel proprio lavoro l’artista insegue attraverso echi e miraggi di ogni sorta.

 

Maddalena Disch, Il modello in persona, 2020, Fondazione Giulio e Anna Paolini

 

 

¹ Sul cavalletto ubicato nello studio dell’artista è collocata l’incisione William Hogarth Painting the Comic Muse (1764), in cui l’autore è intento a raffigurare la Musa della Commedia, mentre ai piedi del cavalletto è disposta una copia del trattato sulla bellezza dello stesso Hogarth.

 

Foto:

“Il modello in persona”, 2020 (particolare) | © Giulio Paolini
Foto Luca Vianello | Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino

TUCCI RUSSO Studio per l'Arte Contemporanea
Vue d’ensemble: immaginari in dialogo (parte II) | Giulio Paolini, Il modello in persona, 2020